Indios Pataxo della riserva Monte Pascoal

GLI INDIOS PATAXO (2005-2008) + BREVE STORIA DEI PATAXO

A conoscenza delle difficoltà e dell’estrema povertà in cui vivevano gli indios Pataxò del Monte Pascoal, nel 2005 Arcoiris ha deciso di inserire nei propri programmi l’aiuto a quelle popolazioni afflitte da povertà endemica, che faceva da denominatore comune, dall’isolamento geografico dovuto alle strade impossibili da percorrere se non con mezzi adeguati, da tante malattie che falcidiavano la gente non ultime molte malformazioni genetiche.

I progetti realizzati sono stati l’acquisto di un’ambulanza per le varie aldeias dei Pataxo, l’acquisto di una serie di carrozzelle per i numerosi disabili delle varie aldeias, la partecipazione all’acquisto di una jeep per suor Tarcisia che con la sua opera di aiuto e di assistenza era per loro di grande sostegno. I tre progetti sono descritti in capitoli a loro dedicati.

BREVE STORIA DEI PATAXO

Gli indios Pataxò della riserva del Monte Pascoal: vivono in vari villaggi (aldeias), di cui Barra Velha è “l’aldeia madre”, in un vasto territorio posto tra il litorale atlantico e la foresta, a cavallo dei comuni di Porto Seguro, Itamaraju, Cabralia, Itabela ed Eunapolis. Sono i discendenti dei primi brasiliani incontrati dai portoghesi quando, nell’anno 1.500, sbarcarono in Brasile proprio in quel punto che chiamarono “Porto Seguro”, sulla “Costa do Descobrimento”.

Il Monte Pascoal, al centro della riserva, si chiama così perché è stato il primo monte avvistato dal mare dai portoghesi il giorno di Pasqua del 1.500.

La storia degli indios Pataxò è piena di angherie di ogni genere. Il momento peggiore per loro fu la metà del secolo scorso, attorno al 1950, quando furono assaliti, molti uccisi e gli altri cacciati dalla loro terra da chi voleva usarla per la coltivazione del cacao. Solo dopo qualche decennio, i sopravvissuti tornarono nei luoghi di origine fino a che, verso il duemila, ottennero dal Governo brasiliano il riconoscimento delle loro le terre attorno al Monte Pascoal.

Ciò però non fece finire la sofferenza di quel popolo, che vive ancora oggi nella più grande povertà e la cui attività economica principale è produrre monili, collane e braccialetti fatti di semi, oltre che archi, frecce, vassoi e altri oggetti in legno venduti poi nelle zone commerciali di Coroa Vermelha, Cabralia, eccetera, o ai lati della BR 101, la strada litoranea che congiunge il nord e il sud del Brasile.

I Pataxò sono una popolazione povera ed emarginata, eppure fra loro è forte la volontà di conservare e tramandare la propria storia, cultura, usi e costumi, dopo che in passato l’identità di quel popolo indigeno è stata fortemente minata.

ACQUISTO DELL'AMBULANZA (2005)

Il primo progetto realizzato è stato quello di aiutare NEL 2005-06 gli indios Pataxò a trovare risposta ad una serie di loro esigenze primarie, come quella di non essere portati moribondi per ore su una carriola attraverso la foresta per arrivare ad un qualche centro medico (era successo proprio questo cinque giorni prima della nostra visita). E’ stato cioè l’acquisto, con il contributo del Comune di Trento e dei sostenitori di Arcoiris, di un automezzo a trazione integrale, 4×4, da loro usato come ambulanza per il trasporto degli infermi sia in caso di urgenze che di interventi o controlli sanitari. L’automezzo serviva a coprire le distanze che separavano le aldeias dai grossi centri abitati dotati di ambulatori e/o ospedali (Itamaraju, Porto Seguro, Eunapolis), distanti anche 70-80 chilometri di strade sterrate in parte in mezzo alla foresta.

La consegna dell’ambulanza alle comunità Pataxò del Monte Pascoal è stata fatta da frei Dilson e da Alessio, “inviato per caso” di Arcoiris (studente in scambio presso l’università G. Vargas di S. Paolo( vedi articolo “Dal nostro inviato per caso”).

CARROZZELLE PER I DISABILI (2007)

L’acquisto di carrozzelle per disabili è stato il secondo progetto realizzato da Arcoiris per i Pataxò del Monte Pascoal. I disabili erano particolarmente numerosi in quelle comunità, tanto che era forte il sospetto che possano avere avuto un ruolo negativo i veleni che erano stati lanciati a metà del secolo scorso dagli elicotteri che passavano a mitragliare quelle popolazioni. Molti di questi disabili erano costretti a passare il loro tempo sdraiati per terra nelle capanne o casette, senza poter andare in giro. Per questa ragione, per dare loro l’occasione di muoversi, sono state acquistate 13 carrozzelle grazie all’aiuto della ditta Petrolvilla-Bortolotti. La consegna venne fatta da frei Dilson nel 2007 direttamente alle persone bisognose, bambini, giovani, anziani con problemi di deambulazione, di vari villaggi attorno a Barra Velha, alcuni dei quali bloccati da anni in casa.

AUTOMEZZO PER LE SUORE DEI PATAXO (2008)

Tra i progetti di aiuto agli indios Pataxò rientra l’aiuto dato a suor Tarcisia che dell’aiuto agli indios aveva fatto motivo di vita. Il terzo progetto che ha interessato le comunità indios è stato quindi l’aiuto, con il contributo di due aziende trentine, Metalsistem e Petrolvilla-Bortolotti, e degli amici di Arcoiris, a suor Tarcisia per l’acquisto di un automezzo 4×4. Suor Maria Tarcisia era molta attiva nell’aiutare, insieme a frei Dilson, gli indios Pataxò nei loro bisogni sociali, sanitari e materiali, oltre che spirituali. Arcoiris ha così contribuito all’acquisto di una nuova jeep, visto che la vecchia era ormai inservibile: con essa suor Tarcisia ha potuto continuare a spostarsi da una parte all’altra della riserva indios, dando un aiuto molto concreto a tante persone in difficoltà.